Consulenza Amministrativa http://www.globalstudiocommercialisti.it Thu, 19 May 2022 14:24:50 +0200 Joomla! - Open Source Content Management it-it Le novità del canone Rai http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=59:le-novita-del-canone-rai&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=59:le-novita-del-canone-rai&Itemid=327

canone rai

La Legge di Stabilità 2016 ha previsto la riduzione a € 100,00 dell’importo del canone annuo RAI per il 2016. È confermato che il canone ordinario è dovuto da chiunque detenga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle trasmissioni televisive.

La detenzione dell’apparecchio si presume nel caso in cui esista una utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Il pagamento del canone avviene mediante addebito nella fattura per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica. In ogni fattura sono addebitate le rate mensili scadute. Al fine del calcolo delle somme da addebitare, l’importo annuo del canone è suddiviso in 10 rate mensili. Limitatamente al 2016, il primo addebito di canone avverrà nella prima fattura elettrica successiva al 1.07.2016. L’importo del canone è indicato nella fattura con una distinta voce. La dichiarazione di non detenere apparecchi, che deve essere tassativamente resa con dichiarazione sostituti- va di atto di notorietà, ha validità per l’anno in cui è presentata ed espone a responsabilità penale in caso di mendacio. Le modalità di presentazione della dichiarazione di non detenzione di un apparecchio saranno definite con provvedimento del Di- rettore dell’Agenzia delle Entrate. Il canone è dovuto una sola volta, per tutti gli apparecchi detenuti nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Importo

Per l’anno 2016 la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato è pari, nel suo complesso, all’importo di € 100,00 (anziché € 113,50).

Il canone RAI deve essere corrisposto da chiunque detenga uno o più appa- recchi atti o adattabili alla ricezione delle emissioni radiotelevisive indipenden- temente dalla qualità o dalla quantità del relativo utilizzo.

Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

CANONE RAI

Soggetti obbligati

Obbligo

PRESUNZIONE DI DETENZIONE DI APPARECCHIO RICEVENTE

Utenza per energia elettrica

La detenzione di un apparecchio si presume, altresì, nel caso in cui esista un’utenza per la for- nitura di energia elettrica nel luogo in cui un sog- getto ha la sua residenza anagrafica.

La presunzione non è applicabile alle utenze non domestiche.

Allo scopo di superare le presunzioni, a decorrere dall’anno 2016 è ammessa esclusivamente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, che com- porta effetti, anche penali.

Tale dichiarazione:

- è presentata all’Agenzia delle Entrate - Direzione provinciale I di Torino -

Ufficio territoriale di Torino I - Sportello S.A.T., con le modalità definite con

provvedimento dell’Agenzia delle Entrate;

- ha validità per l’anno in cui è stata presentata.

Dichiarazione sostitutiva atto di notorietà

RATEAZIONE

Titolari di utenza elettrica

Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettri- ca, il pagamento del cano- ne avviene in 10 rate men- sili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettri- ca aventi scadenza del pa- gamento successiva alla scadenza delle rate.

Le autorizzazioni all’addebito diretto sul c/c bancario o postale ovvero su altri mezzi di pagamento, rilasciate a intermediari finan- ziari dai titolari di utenza per la fornitura di energia elettrica per il pagamento delle rela- tive fatture, si intendono in ogni caso este- se al pagamento del canone di abbona- mento televisivo.

La disposizione si applica anche alle sud- dette autorizzazioni all’addebito già rilascia- te alla data del 1.01.2016, fatta salva la fa- coltà di revoca dell’autorizzazione nel suo complesso da parte dell’utente.

Le imprese elettriche all’atto della conclusione dei nuovi contratti di fornitura ac- quisiscono la dichiarazione del cliente in ordine alla residenza anagrafica nel luogo di fornitura. Il cliente è tenuto a comunicare ogni successiva variazione.

Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, si intendono scadute il 1° giorno di ciascuno dei mesi da gennaio a ottobre.

In sede di prima applicazione, avuto riguardo ai tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi di fatturazione, nella prima fattura successiva al 1.07.2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute.

]]>
cappelloclaudia@gmal.com (Redazione) Consulenza Amministrativa Sat, 20 Feb 2016 09:08:48 +0100
Pagamenti in contanti, nuovi limiti dal 2016 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=56:pagamenti-in-contanti-nuovi-limiti-dal-2016&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=56:pagamenti-in-contanti-nuovi-limiti-dal-2016&Itemid=327 Pagamenti in contanti, nuovi limiti dal 2016

È vietato il trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore, nonché di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto di trasferimento è complessivamente pari o superiore a € 3.000,00 (anziché € 1.000,00).

Per il servizio di rimessa di denaro la soglia è di € 1.000,00 (money transfer).

È abrogata la disposizione che imponeva che i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, fossero corrisposti obbligatoriamente, indipendentemente dall’importo, in forme e modalità che escludessero l'uso del contante e ne assicurassero la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore.

È abrogata la disposizione che richiedeva che tutti i soggetti della filiera dei trasporti provvedessero al pagamento del corrispettivo per le prestazioni rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada utilizzando strumenti elettronici di pagamento, ovvero il canale bancario attraverso assegni, bonifici bancari o postali, e, comunque, ogni altro strumento idoneo a garantire la piena tracciabilità delle operazioni, indipendentemente dall'ammontare dell'importo dovuto. 

]]>
cappelloclaudia@gmal.com (Redazione) Consulenza Amministrativa Fri, 22 Jan 2016 00:00:44 +0100
Nuove modalità di pagamento del canone Rai dal 2016 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=54:nuove-modalita-di-pagamento-del-canone-rai-dal-2016&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=54:nuove-modalita-di-pagamento-del-canone-rai-dal-2016&Itemid=327 Nuove modalità di pagamento del canone Rai dal 2016

Per l’anno 2016 la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato è pari, nel suo complesso, all’importo di € 100,00 (anziché € 113,50).

  •  La detenzione di un apparecchio si presume altresì nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Allo scopo di superare le presunzioni, a decorrere dall’anno 2016 è ammessa esclusivamente una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, la cui mendacia comporta effetti, anche penali. Tale dichiarazione è presentata all’Agenzia delle Entrate – Direzione provinciale I di Torino – Ufficio territoriale di Torino I – Sportello S.A.T., con le modalità definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, e ha validità per l’anno in cui è stata presentata.
  •  Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.
  •  Per i titolari di utenza di fornitura di energia elettrica, il pagamento del canone avviene in 10 rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate. Le rate, ai fini dell’inserimento in fattura, s’intendono scadute il 1° giorno di ciascuno dei mesi da gennaio a ottobre.
  •  In sede di prima applicazione, avuto riguardo ai tempi tecnici necessari all’adeguamento dei sistemi di fatturazione, nella prima fattura successiva al 1.07.2016 sono cumulativamente addebitate tutte le rate scadute.
]]>
cappelloclaudia@gmal.com (Redazione) Consulenza Amministrativa Wed, 20 Jan 2016 10:13:16 +0100
Partite IVA 2016: nuove regole sui contributi previdenziali INPS http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=52:partite-iva-2016-nuove-regole-sui-contributi-previdenziali-inps&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=52:partite-iva-2016-nuove-regole-sui-contributi-previdenziali-inps&Itemid=327 Partite IVA 2016: nuove regole sui contributi previdenziali INPS

Dal 1° gennaio 2016 chi intende aprire una partita IVAdeve prestare molta attenzione alle nuove regole sui contributi previdenziali INPS, gestione separate professionisti senza cassa o gestione artigiani e commercianti. 

La Legge di Stabilità 2016 ha infatti sostituito il vecchio regime dei minimi con unica opzione agevolativa disponibile: il regime forfetario.

Qui di seguito le principali novità previdenziali previste in materia di contributi per le nuove partite IVA 2016.

Partita IVA 2016 regime forfettario, attività di servizi:INPS gestione separata o cassa professionale

In linea generale, le attività non suscettibili d'iscrizione alla Camera di Commercio sono soggette a due possibili gestioni previdenziali:

  • - gestione separata INPS professionisti senza cassa, per coloro che non svolgono un’attività professionale non avendo l’obbligo o semplicemente non essendo iscritti ad alcun albo professionale;
  • - cassa professionale di riferimento, per coloro che svolgono un’attività professionale soggetta all’iscrizione ad un apposito albo.

Partita IVA 2016: aliquote INPS gestione separata professionisti senza cassa

Per i contribuenti che decidono di aprire una partita IVA per svolgere attività di servizi professionali soggette a iscrizione alla gestione separata INPS professionisti senza cassa occorre distinguere due situazioni:

  • - soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici;
  • - soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione.

I soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici saranno assoggettati all’aliquota del 27,72% sul reddito fiscale dichiarato.

Reddito fiscale=Fatturato*coefficiente di redditività

I soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione, invece, saranno assoggettati all’aliquota INPS ridotta e pari al 24% sul reddito fiscale dichiarato e determinato come detto sopra.

Partita IVA, regime forfetario 2016: contributi INPS artigiani e commercianti

I contribuenti che, infine, decidono di aprire una partita IVA con il regime forfetario 2016, avendo l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio, devono iscriversi alla gestione separata INPS artigiani e commercianti.
Per tali contribuenti il minimale contributivo è ridotto del 35%, a differenza di quanto previsto per coloro che avevano deciso di aprire una partita IVA nel 2015: per questi ultimi non era previsto il pagamento del minimale contributivo.
Di conseguenza, coloro che sono nel regime forfetario dal 2015 ritorneranno a pagare, dal 2016, il minimale contributivo ridotto del 35%.

In altre parole, gli artigiani e i commercianti che operano nel forfettario dovranno osservare le scadenze ordinarie (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) per il versamento dei contributi sul minimale (ridotto del 35%).
Successivamente, dovranno verificare, in sede di Modello UNICO 2017 Redditi 2016, se il reddito “forfettario” (ottenuto applicando al fatturato il coefficiente di redditività relativo) sia maggiore o inferiore al “reddito minimale” ridotto del 35% e fissato dall’INPS per il 2016. 
A fine anno il reddito forfettario potrà essere:

  • - inferiore al minimale, in questo caso il contribuente non dovrà versare alcun saldo e acconto;
  • - superiore al minimale, in questo caso il contribuente calcolerà il saldo dovuto sulla parte di reddito eccedente applicando l’aliquota prevista per il 2016 ma ridotta del 35%.

Si rimane comunque in attesa della circolare INPS 2016 sulla gestione separata per i contributi previdenziali delle nuove partite IVA, per verificare se tale interpretazione letterale della norma (prevalente tra i professionisti del settore fiscale) verrà confermata.

]]>
peppe.ventura@tiscali.it (Redazione) Consulenza Amministrativa Fri, 08 Jan 2016 18:55:41 +0100
Le novità dal 2016 per il REGIME FORFETTARIO http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=44:le-novita-dal-2016-per-il-regime-forfettario&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=44:le-novita-dal-2016-per-il-regime-forfettario&Itemid=327 Le novità dal 2016 per il REGIME FORFETTARIO

La bozza della Legge di Stabilità 2016 ha in previsione importanti modifiche al regime forfetario, che dal 2016 diventerà l’unico regime fiscale agevolato per imprenditori e professionisti in possesso dei requisiti previsti, modifiche che hanno dato risposta alle numerose critiche e richieste, poiché, a causa delle stringenti condizioni, l’accesso a tale regime era consentito a ben pochi contribuenti.

La Legge di Stabilità 2015, Legge n. 190/2014, aveva infatti introdotto il nuovo regime forfetario, operativo dal 1 gennaio 2015, che andava a sostituire i precedenti regimi agevolati (regime fiscale agevolato di cui all’art. 13 della Legge 388/2000, regime fiscale di vantaggio di cui all’art. 27 comma 1 e 2 del D.L. n. 98/2011 e regime contabile agevolato di cui all'articolo 27, comma 3, del D.L. n. 98/2011) con la “clausola di salvaguardia” per i contribuenti “minimi”, ovverosia quei soggetti che nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2014 si avvalevano del regime fiscale di vantaggio di cui all'articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 98/2011 che potevano continuare ad avvalersene per il periodo che residuava al completamento del quinquennio agevolato e comunque fino al compimento del trentacinquesimo anno di età.

Successivamente l’art 10, comma 12-undecies, del D.L. n. 192/2014 (Decreto “Milleproroghe”) convertito dalla Legge n. 11/2015 aveva introdotto, tra le altre, un’importantissima disposizione che derogava a quanto disposto dall’art. 1, comma 85, della Legge di Stabilità 2015: l’abrogato regime dei minimi è stato infatti prorogato fino al 31/12/2015. Pertanto alla luce di tali disposizioni normative, fino alla fine di quest’anno, chi intende iniziare una nuova attività può ancora decidere se applicare:

- il regime dei minimi;
- il regime forfetario.

In tale contesto normativo la bozza di Legge di Stabilità per l’anno 2016 contiene alcune modifiche tali da rendere il regime forfetario fruibile ad una platea più ampia di contribuenti, modifiche introdotte come detto anche in risposta delle molteplici richieste provenienti in particolar modo da alcune categorie di contribuenti (quali ad esempio i professionisti), particolarmente penalizzate dai requisiti piuttosto stringenti per l’accesso al nuovo regime fiscale agevolato.

In particolare:

- viene prevista l’abrogazione della lettera d) del comma 54 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014 che prevedeva, tra i requisiti per accedere al regime, la prevalenza dei redditi conseguiti nell'attività d'impresa, dell'arte o della professione rispetto a quelli eventualmente percepiti come redditi di lavoro dipendente e assimilati, di cui rispettivamente agli articoli 49 e 50 del Tuir; la verifica della suddetta prevalenza non era comunque rilevante se il rapporto di lavoro fosse cessato o la somma dei redditi d'impresa, dell'arte o professione e di lavoro dipendente o assimilato non eccedeva l'importo di 20.000 euro;

- a fronte dell’abrogazione di cui al punto precedente viene previsto l’inserimento, al comma 57 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, che disciplina le cause ostative di accesso al regime forfetario, della lettera d-bis) che preclude l’accesso al regime ai soggetti che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente ed assimilato di cui rispettivamente agli art. 49 e 50 del Tuir eccedenti l’importo di euro 30.000; la verifica di tale soglia diventa però irrilevante nel caso in cui il rapporto di lavoro sia cessato;

- si prevede poi l’introduzione di una modifica all’agevolazione prevista per le start up, ovvero i soggetti che iniziano una nuova attività: viene sostituita la previsione contenuta nel comma 65 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, ovverosia la possibilità per i primi tre anni di attività di applicare l’imposta sostitutiva del 15% su un reddito imponibile ridotto di un terzo, con la possibilità nell’anno di avvio della nuova attività e nei quattro anni successivi di godere di un’aliquota ridotta al 5%. Di fatto l’abrogato regime dei minimi viene fatto confluire all’interno del nuovo regime forfetario, diventando così il regime applicabile per i soggetti che iniziano una nuova attività;

- ulteriori novità sono previste anche per quanto riguarda le agevolazioni contributive: viene sostituito il comma 77 dell’art. 1 della Legge n. 190/2014, che prevedeva per i soggetti esercenti attività d’impresa ed iscritti alla gestione IVS artigiani/commercianti presso l’Inps la possibilità di non applicare il minimale contributivo ai fini del versamento dei contributi, i quali potevano essere versati unicamente sul reddito dichiarato: in luogo dell’esonero dal minimale viene invece prevista una riduzione del 35% dei contributi INPS complessivamente dovuti;

- infine, la proposta sicuramente di maggior rilievo sta nella modifica e conseguente sostituzione dell’allegato 4 annesso alla Legge n. 190/2014, ovvero l’innalzamento del limite dei ricavi e dei compensi che consentono l’accesso al regime forfetario. Possono infatti aver accesso al regime forfetario i contribuenti, persone fisiche, esercenti un’attività d’impresa, un’arte o una professione che percepiscono ricavi o compensi (eventualmente ragguagliati ad anno) non superiori a specifici limiti diversi seconda del codice ATECO 2007 che contraddistingue l’attività esercitata: nella bozza della Legge di Stabilità 2016 viene previsto l’aumento di 10.000 euro per tutte le attività tranne che per le categorie professionali per le quali l’aumento sarà di 15.000 euro. Quindi, ad esempio, proprio in riferimento alle attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, aventi ad oggetto servizi finanziari ed assicurativi, per le quali la soglia inizialmente prevista per l’accesso era pari ad euro 15.000, dal 2016, se la previsione sarà confermata, sarà possibile accedere/permanere nel regime forfetario per coloro che, nel rispetto degli altri requisiti, hanno conseguito o prevedono di conseguire un volume di ricavi o compensi pari a 30.000 euro.

]]>
peppe.ventura@tiscali.it (Redazione) Consulenza Amministrativa Fri, 06 Nov 2015 10:31:11 +0100
Il REGIME dei MINIMI e l’incertezza di fare impresa http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=43:il-regime-dei-minimi-e-l-incertezza-di-fare-impresa&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=43:il-regime-dei-minimi-e-l-incertezza-di-fare-impresa&Itemid=327 Il REGIME dei MINIMI e l’incertezza di fare impresa

C’è da augurarsi che il travagliato excursus normativo che ha interessato il regime dei minimi, delle nuove iniziative imprenditoriali e del nuovo regime forfettario trovi finalmente pace nella prossima Legge di Stabilità, alla luce delle mille incertezze (e ripensamenti) che si sono susseguite.

Come noto la legge n. 190/2014 ha comportato la soppressione del regime dei minimi con l’esaurimento degli effetti per i contribuenti che hanno iniziato l’attività entro il 31 dicembre 2014 o negli anni precedenti, ha abrogato il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13, legge n. 388/2000 con effetto immediato dal 1° gennaio 2015 e ha previsto un nuovo regime forfetario con decorrenza dall’inizio dell’anno 2015.

Quest’ultimo ha presentato numerose differenze rispetto al regime dei minimi, indubbiamente più svantaggiose. In primis l’imposta sostitutiva, che dal 5% è stata elevata al 15%, e le limitazioni in merito a ricavi e compensi molto più stringenti; questi, infatti, non sono a forfait indistintamente per ciascuna attività ma, piuttosto, vengono quantificati in misura differenziata avendo riguardo al codice Ateco che la contraddistingue. In linea generale sono quasi sempre inferiori rispetto alla soglia unica di 30.000 euro relativa al regime dei minimi. Così, ad esempio, in base alla nuova disciplina, gli esercenti arti e professioni possono applicare il regime forfetario se l’ammontare dei compensi non avrà superato l’importo di 15.000 euro.

Tale restrizioni e le inevitabili critiche piovute addosso al nuovo regime forfettario, hanno indotto il Governo ad effettuare un primo intervento in sede di conversione in legge del D.L. n. 192/2014 “Milleproroghe 2015”. Infatti per i contribuenti che hanno iniziato l’attività nel corso del 2015 è stata prevista la possibilità di avvalersi ancora del “vecchio” regime dei minimi, con effetti limitativi rispetto ai “minimi” degli anni precedenti. Così i contribuenti che hanno iniziato l’attività entro il 31 dicembre 2014 potranno continuare a fruire del “vecchio” regime fino all’esaurimento del quinquennio (periodo di durata massima) o, in alternativa, fino al compimento del trentacinquesimo anno di età mentre gli effetti per coloro che hanno intrapreso un’attività nel corso del 2015 si esauriranno entro il 31 dicembre 2015. Ad esempio un giovane di 20 anni che ha iniziato un’attività autonoma nel dicembre 2014 potrà continuare a fruire del predetto regime fino al 31 dicembre del 2029, cioè fin quanto avrà raggiunto 35 anni, mentre lo stesso giovane che ha aperto un’attività a gennaio 2015 potrà avvalersi del regime speciale sino al 31 dicembre 2015.

In base alle indicazioni emerse in occasione del Consiglio dei Ministri dello scorso 15 ottobre (nell’ambito del quale è stato presentato il Ddl di Stabilità), la Legge di Stabilità per il 2016 interverrà sulla fattispecie aumentando il limite generale dei ricavi e dei compensi per fruire del regime forfetario. Inoltre, l’intervento ridurrà anche l’aliquota dell’imposta sostitutiva applicabile, stabilita nella misura “ordinaria” del 15%, ma solo per i primi anni di attività.

Rimane incerto il trattamento destinato a tutti quei contribuenti che hanno iniziato l’attività nel 2015 optando per il regime dei minimi; al fine di porre rimedio alle “storture” che il decreto Milleproroghe ha inevitabilmente portato con sé, come nell’esempio sopra evidenziato, è allo studio l’ipotesi di prolungare la durata del “vecchio” regime ben oltre la fine dell’anno 2015.

Tali interventi sono davvero inevitabili, visto il disordine venutosi a creare a seguito delle diverse disposizioni succedutesi nel tempo e che stanno disorientando non poco gli operatori e i loro consulenti nella pianificazione fiscale che verrà.

Fonte Euroconferencenews

]]>
peppe.ventura@tiscali.it (Redazione) Consulenza Amministrativa Fri, 06 Nov 2015 10:01:41 +0100
Diritto Penale - Maglie più larghe per i reati tributari http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=38:diritto-penale-maglie-piu-larghe-per-i-reati-tributari&Itemid=327 http://www.globalstudiocommercialisti.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=38:diritto-penale-maglie-piu-larghe-per-i-reati-tributari&Itemid=327 Diritto Penale - Maglie più larghe per i reati tributari

Pene più severe per l'omessa presentazione della dichiarazione, l'occultamento/distruzione di scritture contabili e l'indebita compensazione di crediti inesistenti. Diventa più difficile commettere la dichiarazione infedele e i reati di omesso versamento in quanto vengono alzate le soglie di punibilità. Introdotto il nuovo reato di omessa presentazione della dichiarazione del sostituto di imposta. Sono queste alcune delle principali novità contenute nel decreto di riforma dei reati tributari.

Il delitto di omessa presentazione della dichiarazione che in futuro scatterà per un'imposta evasa superiore a 50.000 euro e non più 30.000 sarà sanzionato con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni, mentre sinora la pena edittale era da un anno a tre anni.
Anche al reato di occultamento e sottrazione di scritture contabili sono aumentate le pene. In precedenza questo delitto era sanzionato con la reclusione da sei mesi a cinque anni, in futuro invece la pena minima sarà di un anno e sei mesi e la massima di sei anni.
Un altro inasprimento di pena riguarda le indebite compensazioni meditante l'utilizzo di crediti inesistenti. Viene differenziato l'attuale delitto (articolo 10 quater) - che prevede la medesima sanzione per l'utilizzo di crediti indebiti a prescindere dal fatto che siano inesistenti o non spettanti - in base alla tipologia di illecito.
Per i crediti non spettanti resta tutto inalterato, invece per i crediti inesistenti compensati, la sanzione viene aumentata: reclusione da 18 mesi a 6 anni. Resta inalterata la soglia dei 50.000 euro che fa scattare l'illecito penale.

]]>
peppe.ventura@tiscali.it (Redazione) Consulenza Amministrativa Fri, 06 Nov 2015 09:30:19 +0100